Un anno di Wikipedia

Il Wikiveliero non deve dimostrare nessuna teoria, nè fa parte di nessuna fazione. Quindi sono andato a vedere cosa è successo nella pagina delle Richieste di pareri sui Comportamenti degli utenti in questo ultimo anno: l’impressione che gli abusi su Wikipedia siano “normali” è giusta, oppure sono casi isolati? Il Wikiveliero spera si tratti di casi isolati..

Purtroppo l’inizio non promette bene, perchè qui troviamo pochi casi trattati, ma i blocchi avvenuti in un anno sono molti. Il problema è che “L’amministratore esercita una funzione di mero volontariato tecnico-operativo”, quindi non può decidere blocchi da solo, e tutte le richieste di blocco devono passare per la pagina di Richieste di pareri sui Comportamenti degli utenti, in quanto il blocco è solo l’ultimissima istanza: “Il blocco è una funzionalità tecnica del software usata per proteggere Wikipedia da utenti che la danneggiano, il cui uso è delegato agli amministratori secondo le regole fissate dalla comunità (in base al consenso)”. E’ chiarissimo, in base al consenso.

Siccome solo una minima parte dei blocchi passano prima per la pagina Richieste di pareri sui Comportamenti degli utenti, questo vuol dire che solo una minima parte dei blocchi sono regolari. Del resto basta confrontare i nomi degli utenti che nella pagina discussioni di Mario Benvenuti, alias M7, si lamentano dei blocchi, con i nomi che compaiono nella pagina della Richiesta di pareri:

Nardean, bloccato in pagine dove non era possibile farlo

Sandro S., bloccato in pagine dove non era possibile farlo

Anonimo su voce Putin, bloccato in pagine dove non era possibile farlo

Bologai, bloccato in pagine dove non era possibile farlo

Alexmar, qui addirittura il blocco, già fatto, viene ridiscusso direttamente nella pagina utente di M7!!

ecc. ecc.

A parte l’ultimo, discusso sia nelle sedi appropriate e poi nella pagina utente di M7(!!?!), di tutti gli altri è impossibile sapere in quali circostanze è stato fatto il blocco, perchè non è stata rispettata la procedura prevista. In pratica qui l’amministratore ha agito come decisore unico dei blocchi (e non può farlo), nel totale arbitrio e in sedi non appropriate e non più verificabili (e non può farlo). In pratica l’arbitrio più assoluto e violazioni di ogni regola. E abbiamo preso solo il caso di un solo amministratore, basta moltiplicarlo per chissà quanti altri casi, impossibile saperlo se le procedure vengono ignorate. Come se un imputato fosse giudicato dove capita, per strada, in casa di qualcuno, senza nessuna garanzia nè regola, in base al semplice arbitrio di una persona che pretende di fare da giudice senza averne titolo!!

Quando invece ovviamente Wikipedia ha delle precise e stringenti regole che andrebbero seguite.

Cominciamo male, speriamo almeno che dove siano state seguite le procedure formali le cose siano andate meglio e le regole rispettate.

Nella pagina delle Richieste dei pareri ci sono richieste un po’ di tutti i tipi, il Wikiveliero analizzerà quelle più significative e i blocchi più lunghi.

Il primo caso è quello di Alexmar983, bloccato per un anno.

La discussione su questo caso è lunghissima, illeggibile, pesante, dove i discorsi sono molto contorti e mai chiari. Bene, sapete per quale motivo è stato bloccato? Perchè Alexmar fa discorsi troppo lunghi e poco chiari… lui!! Se questo fosse un criterio per bloccare gli utenti (e non può esserlo) tutti i partecipanti alla discussione andrebbero bloccati. Su Wikipedia sicuramente non scrivono scrittori, soprattutto nelle pagine della comunità come questa.

Il problema è che Alexmar, che è anche socio di Wikimedia Italia, ha una posizione critica sull’operato di molti degli amministratori, e questo sicuramente l’ha messo in cattiva luce e spiega il blocco lunghissimo. Ricordiamoci che l’onnipresente Vito, alias Vituzzu, si esprime solitamente in questo modo, oppure in questo, o perchè no questo, ma anche questo, sicuramente non una prosa aulica o un compendio di chiarezza comunicativa.

Ma il fatto più importante è questo:

I blocchi sono uno strumento per proteggere l’enciclopedia, i suoi principi basilari e per salvaguardare la serenità dell’ambiente collaborativo di lavoro. Essi non rappresentano quindi una forma di punizione per opinioni personali o questioni che esulano dal campo d’applicazione delle policy di Wikipedia.

I blocchi non sono uno strumento di punizione, e Wikipedia non è uno strumento di punizione di massa, cioè quello che invece è diventato almeno in Italia. Su Wikipedia gli amministratori usano i blocchi per punire gli utenti, usando i blocchi come sostituto delle parole, del dialogo, del confronto. Su Wikipedia non ci si parla, non si dialoga, non ci si confronta, si blocca, almeno con gli utenti non considerati amici. Le parole si usano con gli utenti “amici”, per gli altri rimane la scelta tra l’ubbidienza, il silenzio, o il blocco. Alexmar ha esagerato con le critiche agli amministratori, quindi va punito con i blocchi. Ammesso che Alexmar non abbia le doti dello scrittore (e può essere vero), anzi scriva in modo non adatto a un’enciclopedia (e può essere vero), la soluzione a questo è il blocco di un anno. Cioè una punizione per educarlo a scrivere meglio (demenziale!!!). E’ come se voi dopo essere stati rifiutati a un colloquio di lavoro fosse incarcerati per un anno, in modo che potete migliorare e quindi dopo un anno ripetere il colloquio di lavoro (follia pura!!).

Il blocco è stato deciso da M7.

Saltiamo il blocco a infinito di Pava perchè l’utente non è mai intervenuto nella discussione, quindi è difficile capire cosa sia successo senza la sua versione. Resta il fatto che questo utente è stato bloccato per sempre principalmente per qualche errore nell’uso delle fonti.

Prendiamo il caso dell’utente che per privacy chiameremo VivaVoltaire. Questo utente riceve nel bel mezzo della discussione un blocco di una settimana da M7 (21:10, 7 feb 2016) per aver detto la frase “Io non ho negato nulla“. Sì avete capito bene, il semplice dire questa frase ha comportato come punizione da parte di M7 un blocco di una settimana. Non contesto di questa violazione delle regole di Wikipedia M7 la giustifica dicendo “Resta al sindacabile giudizio degli amministratori la possibilità di bloccare utenze dannose. ” (12:11, 8 feb 2016 ) Peccato che questa massima se la sia inventata M7 e non esista nelle regole di Wikipedia, ma rende bene l’idea distorta che M7 ha di Wikipedia. Le regole di Wikipedia dicono l’esatto contrario, che un amministratore non può bloccare nessun utente se non per consenso, e che il suo ruolo è puramente tecnico. Wikipedia chiarisce poi che i blocchi devono essere l’ultima istanza, mentre qui sono stati usati per una banale frase detta dall’utente a sua difesa. Tanto che un utente gli risponde “si sta discutendo civilmente e tu parti con un blocco di una settimana?” (12:49, 8 feb 2016) Ovviamente M7 non accoglie l’obiezione, per lui i blocchi sono sempre giusti: la discussione è in corso ma lui ha già deciso la colpevolezza, e quindi se l’utente non si riconosce colpevole ma prova a difendersi e a spiegare le proprie ragionio merita il blocco.

L’utente dopo il blocco ribadisce la sua difesa, e aggiunge “il fatto che gli amministratori possano restare in carica addirittura per più di dieci anni a mio parere è garanzia di ingiustizia.” Si riferisce a M7. M7 non gradisce e decide senza alcuna discussione e senza consenso per l’ergastolo digitale. Questo utente non potrà mai più scrivere su Wikipedia. Del resto aveva aperto una procedura su Ale Sasso, utente molto potente su Wikipedia.

Passiamo al caso di ChrisTerry91. Questo utente è accusato di fare errori di traduzione e grammaticali. L’utente riconosce gli errori, ed è anche in evidente difficoltà. Viene fatto un blocco di un anno, quello che colpisce è il girare il coltello nella piaga da parte di alcuni utenti come Riottoso (10:33, 12 feb 2016) di fronte a utente che ha ammesso i suoi errori e la sua difficoltà.

In un’altra discussione l’utente Ferdi tal riconosce gli errori, “ho fatto alcuni errori nella stesura della pagina (che si possono correggere)”, la risposta di Er Cicero è il blocco di una settimana, che aggiunge pure un’offesa definendolo “troll”. Interviene un altro utente che sostiene che l’errore nella modifica fatto dall’utente deve essere punito con il blocco. Sembra una frase da poco, ma non lo è, perchè tradisce la filosofia di Wikipedia, che non è un sistema nel quale gli utenti vengono educati tramite punizioni e blocchi a scrivere correttamente, ma è un’enciclopedia libera e collaborativa, dove gli utenti collaborano, o dovrebbero collaborare, in un clima il più possibile positivo e sereno alla scrittura.

A volte anche i casi minori sono un termometro della degenerazione alla quale siamo di fronte, come il caso di Selegomez00. Un utente dice come nulla fosse “L’utente è stato bloccato da LukeWiller per una settimana”. Siamo alle solite, un blocco fatto da un amministratore al di fuori delle pagine della comunità, dove invece dovrebbero essere discussi questi casi, senza consenso, usando le funzioni di amministrazione in modo non legittimo.

Andando a vedere la sua pagina Discussioni si può vedere come è stata portata avanti la discussione: una serie di avvisi giganti rossi con minacce di blocchi, esattamente come Wikipedia dice di non condurre una discussione. Addirittura prima si mette un avviso e poi si spiegano le proprie ragioni,  gli avvisi vengono messi all’inizio della discussione. L’opinione altrui viene definita fin da subito vandalismo, l’amministratore si rivolge con frasi del tipo “Sei invitato a non insistere”, “È il mio ultimo avvertimento” nel pieno della discussione. Il commento di Ale Sasso è “A leggere la sua talk appare abbastanza chiaramente che non sa cosa significhi lavorare a un progetto collaborativo”.. ??!?

 

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