Noi diamo il diritto di replica, loro querelano

Questo è quello che ho scritto il 10 settembre a WikiMedia Italia (WMI), che è l’associazione filiale in Italia della WikiMedia Foundation, l’organizzazione no profit proprietaria di Wikipedia:

Rimango a disposizione perchè possiate segnalarmi le frasi nel blog che ritenete diffamatorie, e nel caso io ritenga ragionevoli le vostre osservazioni procederò quanto prima alla rettifica.

A distanza di due settimane nessuno ha contattato l’autore di questo blog. Il presidente Lorenzo Losa di WMI, Laurentius, non ha nemmeno risposto. Però Luca Martinelli, l’utente Sannita, membro del direttivo di WikiMedia Italia, ha minacciato una querela per diffamazione all’autore del Wikiveliero.

Il Wikiveliero rimane a disposizione di chiunque volesse richiedere rettifiche ragionevoli. Se nessuno ci scrive, vuol dire che tutti sono d’accordo con quello che scrivo 🙂

La lettera è stata inviata con posta certificata, quindi sanno come contattarmi e sanno il mio nome 🙂

Sottoscrivo alla lettera le parole di Travaglio che potete ascoltare nel video:

L’unica cosa che non mi fa paura sono le querele e le cause civili, sono talmente abituato come tutti i giornalisti che fanno questo mestiere con la penna e non con la lingua. (…)  Noi diamo sempre diritto di replica, a differenza di altri, se poi chi dovrebbe replicare non replica, sono fatti suoi. (…) Non ha spiegato perchè diciamo il falso, io sono vent’anni che aspetto che mi dicessero quali sono questi falsi, perchè se si parla di fatti, io posso rispondere, se si parla a vanvera nessuno può rispondere. Sarà ottimo avere un tribunale che come avviene di solito accerterà i fatti, e si renderà conto che anche questa volta abbiamo scritto la verità.

Come ampiamente dimostrato, ad esempio nel caso della querela di Sannita e nel caso Odifreddi, su Wikipedia chi è complice o tace di fronte all’annientamento dell’opposizione fa carriera e intasca i soldi delle donazioni, gli altri stanno fuori per sempre con qualche clic, a meno che non siano personaggi famosi. Punto e basta. E chi è complice può permettersi anche di minacciare pestaggi con mazze da baseball contro gli oppositori nella più totale impunità.

 

 

1 Comment

  1. Marco | | Rispondi

    Su una cosa volevo riflettere, riguardo la guerra che si scatena per lo stesso e ovvio motivo “attacchi personali”. E’ facilissimo cadere nell’insulto, sia per l’admin che per l’utente, la posta in gioco è troppo alta, si parla di non saper più distinguere tra il fare informazione pubblica e il desiderio irrefrenabile di vedere pubblicata la propria modifica (ossia ciò che una persona ha da dire su un argomento), e di farla leggere a centinaia di visitatori di Wikipedia.
    E per questo e per altri motivi che conosciamo scoppiano le liti, e quindi è facilissimo per un admin, anche se lui stesso si può trovare nel torto avere carta bianca per poter bannare l’utente che lo ha insultato.
    A parer mio non funziona per niente questo principio degli “attacchi personali”, perché anche fare dell’ironia o alludere a qualcosa che “scotta” per ambedue le parti che stanno discutendo, comporterà il blocco di chi non ha il coltello dalla parte del manico.
    La cosa mi fa sorridere, perché avendo frequentato un liceo classico mi fa tanto pensare alle varie scervellate di Platone, Aristotele e Polibio sulla forma di governo, sull’identificazione delle 3 forme di governo perfette e sulle relative degenerazioni. Su Wikipedia ci vedo la democrazia che scivola nell’anarchia, ma così può passare dall’aristocrazia alla tirannia, o dall’oligarchia all’oclocrazia. Platone nella Repubblica lo spiega molto bene! E così pure Aristotele, e Polibio alla fine conclude che bisogna fare un bel miscuglio come era il governo di Roma.
    E allora? E allora va male, va male perché come ho detto il rischio di cascare dalla democrazia all’anarchia (o tirannia) è elevato, è un attimo, potrebbe succedere pure con questo blog, se si assumesse magari una responsabilità molto grande,m magari introducendo dei collaboratori nella gestione degli articoli, o se soltanto il suo compito fosse un po’ più simile a quello di Wikipedia, di controllare questo e quello.
    Ma la questione di Wikipedia è che DEVE FARE INFORMAZIONE, e la DEVE FARE IN MODO IMPARZIALE, ma chi controlla l’imparzialità? E poi chi controlla gli amministratori? I wikipediani lo sanno perfettamente: in gioco c’è l’INFORMAZIONE, poi che debba essere imparziale sarebbe compito dell’admin, ma se pure l’admin è di parte che si fa?
    Secondo me questo è uno dei motivi per cui chiedo che su Wikipedia Italia lavori gente qualificata nel senso che abbia lauree, che specialmente sappia di cosa diamine si occupa, perché certi admin curano i loro orticelli come vogliono loro (cinema, letteratura, storia), e dimostrano diciamo una certa intelligenza in materia; mentre altri sono completamente imbecilli, e annullano a vista roba che puzza, e poi chiedono parere al Grande Capo, che per sbrigarsela velocemente decide di annullare tutto e di far fuori il poveraccio.
    E tornando alla questione d’inizio, non si può dar così peso agli attacchi personali. Perché davvero qua anche le allusioni non vanno bene, nemmeno se uno dice a un altro: “guarda, per me non va bene come ti sei comportato qua”. BAM, bloccato.
    Sicuramente i turpiloqui e le parolacce vanno puniti, magari con 3 cartellini di avvertenza, come ancora alcuni admin pazienti fanno, ma io mi riferisco a quelli che risultano diciamo “pericolosi”, non i pescetti piccoli, che come ho detto basta che fanno un’allusione, l’admin si infastidisce e preme il tasto definitivo.

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