Vituzzu, il primo dittatore dell’era digitale, e di Wikipedia

Nerone imperatore

Sapete chi vi risponde se scrivete alla mail stewards wikimedia.org? Vituzzu, sì, sempre lui, il “nostro amato” dittatore, che, come ogni dittatore, deve essere amato per forza 😉

stewards wikimedia.org è la mail alla quale rispondono i trenta super-amministratori di Wikipedia mondiale, è praticamente il centro del potere di Wikipedia. Ed è in mano al “nostro” dittatore Vituzzu. Come può l’enciclopedia libera essere arrivata a dare il massimo del potere a Vituzzu?

Ricordiamo che in realtà non dovrebbe essere così, che gli stewards hanno solo un ruolo tecnico, seppure importante, e Wikipedia è solo basata sul consenso. Non per il nostro “dittatore” Vituzzu, che abusa dei suoi poteri regolarmente, non ne vuole sapere del consenso, e si comporta come se fosse il padrone assoluto di Wikipedia. Basta guardare i suoi contributi a Wikibooks, dove non potrebbe prendere alcuna decisione perchè non ha mai contribuito in modo utile a nessun libro, e secondo le regole di Wikipedia gli utenti possono prendere decisioni solo nella community nella quale sono attivi, e possono farlo solo tramite consenso.

A Vituzzu non importa: cancella libri, blocca utenti, annulla modifiche, limita i diritti di modifica a interi libri, il tutto senza alcun consenso, senza mai chiedere nulla a nessuno, tanto sa che nessuno avrebbe il coraggio di opporsi, e se lo fa, lo blocca.

Stewards have responsibility for technical implementation of community consensus and for dealing with emergencies

Per il “nostro” dittatore Vituzzu la soluzione è semplice: ogni cosa che non gli va la definisce un’emergenza.

Il web è uno strumento molto potente, sia nel bene che nel male. E nel male permette di assumere il controllo di comunità enormi come quelle di Wikipedia con un’incredibile facilità, perchè bastano dei clic. I dittatori del passato dovevano mettere in piedi dei grandi apparati repressivi, costruire in qualche modo un appoggio popolare, controllare i media, le elezioni, la stampa. Ai dittatori digitali basta qualche clic. Forse è giunta l’ora di cominciare a prendere coscienza di questi pericoli del web.

Anche perchè dietro alla dittatura di Vituzzu non c’è solo un’ossessione personale per il potere e il controllo sulle persone, c’è anche la volontà di rendere Wikipedia a propria immagine e somiglianza: un’enciclopedia ottusa, che odia la diversità e la tolleranza, vendicativa contro le voci fuori dal coro. Questa è Wikipedia, almeno nella sua versione in italiano, a causa di Vituzzu e di Mario Benvenuti alias M7. Leggete le voci di Wikipedia su argomenti di carattere politico e sociale, vedrete che non esistono voci fuori dal coro, che tutto è appiattito in una normalità ottusa e grigia.

Prendiamo una voce che fa al caso nostro: https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_digitali Nient’altro da dire sui diritti digitali? E’ un diritto digitale il diritto a contribuire liberamente all’enciclopedia libera?

Nel periodo considerato vi sono state 76 segnalazioni per amministratori. Nessun amministratore è andato incontro a qualche tipo di blocco, 1 amministratore si è dimesso spontaneamente, in 3 casi sono state avviate richieste di revoca che hanno però confermato la carica, mentre negli altri casi le segnalazioni sono state giudicate infondate e inconsistenti. Tra i segnalanti, 8 (10%) sono stati bloccati per segnalazioni «di ripicca», e altri 17 (per un complessivo 33%) sono stati bloccati per vari motivi entro una settimana dall’aver proposto la segnalazione. Tralasciando i primi anni di assestamento della comunità, a partire dal 2008 su 31 segnalanti 8 (26%) sono stati bloccati «per ripicca» e altri 8 (51% complessivo) entro una settimana dalla segnalazione. (da Mazzoni, Reggi (2012). Effetto Lucifero Su Wikipedia, pag. 81)

Chiaro come funzionano le cose?!

In particolare, rispetto agli altri principali progetti wp, la comunità della it.wiki appare peculiare in quanto piuttosto che risolvere il conflitto discutendo sui contenuti, sembra prediligere le discussioni sul comportamento degli utenti. In altri termini, dopo un confronto più o meno acceso nelle talk delle vocio private, appare preponderante il ricorso alla pagina «utenti problematici», finalizzata al blocco all’antagonista, tralasciando dunque i passaggi intermedi (cf. fig. 6.2), nonostante la pagina dedicata agli «utenti problematici» avvisi con evidenza: «Questo spazio è solo l’ultima risorsa da usare nella risoluzione dei conflitti fra u-tenti, dopo che tutte quelle precedenti previste nella pagina apposita … non abbiano sortito alcun effetto». (pag. 75)

Questo libro risale al 2012, non sembra essere cambiato nulla, anzi la situazione sembra peggiorata.

p.s. Se volete chiedergli spiegazioni del suo comportamento, questo è il suo indirizzo pubblico (da usare in modo civile e responsabile): [email protected]

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