Dietro alle continue angherie che avvengono su Wikipedia non c’è solo un gruppo di bulli, ma anche un’ideologia che la sostiene. Sarebbe sbagliato pensare… togliamo di torno i bulli e tutto è risolto. Non è così facile.

In questo articolo J. C. Hopkins, scrittore e autore satirico politico americano, racconta la sua esperienza con Wikipedia. Il suo è un caso molto interessante, perchè mostra quali sono le vittime predestinate dei bulli di Wikipedia, in questo caso quella inglese, e la loro ideologia che li muove.

Hopkins è un eretico di sinistra e un autore satirico, che ha preso di mira nelle sue opere sia la destra che la sinistra americana. E’ un eretico, cioè uno che non si limita a seguire la massa. Ed è proprio questo che i bulli di Wikipedia odiano. Perchè loro fanno il contrario, seguono la massa.

Un gruppo di bulli è in sostanza un gruppo di persone che si fanno forte di essere in gruppo, e per questo prendono di mira i più deboli, i diversi, solo perchè è più facile. E’ quello che fanno sempre gli amministratori di Wikipedia: colpiscono il più debole.

E chi è più debole di un eretico, uno che si è messo contro sia la destra che la sinistra?! Se ha tutti contro è debole, quindi un’ottima vittima per i bulli.

E infatti, un gruppetto di amministratori della Wikipedia inglese colpisce Hopkins, colpevole di essere diverso dalla massa.

Come sottolinea Hopkins nell’articolo, l’obiettivo dei wikipediani è quello di adattarsi all’ideologia mainstream, cioè alla tendenza dominante. Perchè stare dalla parte dell’opinione prevalente è più facile. Chi se ne discosta, come Hopkins, deve essere “punito”.

Qui destra e sinistra c’entrano poco: se fossimo sotto il fascismo i wikipediani sarebbero fascisti, oggi i wikipediani sono liberal-democratici, solo perchè è più facile, è l’opinione prevalente. E’ la parte più facile con la quale schierarsi. Chiunque si discosta da questa opinione dominante è la loro vittima preferita.

Leggiamo cosa dice in quest’articolo Hopkins:

Who doesn’t love identity politics? Liberals love identity politics. Conservatives love identity politics. Political parties love identity politics. Corporations love identity politics. Advertisers, anarchists, white supremacists, Wall Street bankers, Hollywood producers, Twitter celebrities, the media, academia … everybody loves identity politics.

Hopkins mette sullo stesso piano liberali, conservatori, banchieri, anarchici, suprematisti bianchi!! Li accusa tutti di identitarismo, cioè di fare una politica settoriale, di parte, faziosa, invece che rivolgersi a tutti, all’interesse generale. Dice che sia i liberali che i conservatori, sia gli anarchici che i suprematisti bianchi, pensano solo alla loro parte, alla loro fazione, invece che a tutti, come dovrebbe invece fare la politica.

Al di là del fatto che si concordi o meno con questa analisi, Hopkins in questo modo si mette contro tutti. E per questo diventa una vittima ideale per i bulli di Wikipedia, che invece stanno sempre dalla parte della maggioranza, perchè è più facile, perchè solo così diventi amministratore di Wikipedia. Se stai sempre dalla parte della maggioranza, è ovvio che prendi voti quando si eleggono gli amministratori. E allo stesso modo hai una vita più facile nel mondo reale. E’ semplice, basta stare con chi vince!

L’ideologia di Wikipedia è quindi quella mainstream, quella prevalente, qualsiasi essa sia. Perchè stando dalla parte di chi vince, dalla parte della maggioranza, diventi amministratore di Wikipedia, e anche nel mondo reale hai una vita più facile.

E così secondo l’ideologia mainstream che piace ai bulli di Wikipedia devi essere democratico ma solo a parole e quando ti conviene, difendere i diritti civili ma basta che non rompano troppo le scatole, stare con i liberali nelle discussioni pubbliche e votare di nascosto i conservatori, comprarsi il MacBookPro per sfizio e fare serata nel centro sociale anarchico, manifestare contro le banche e le multinazionali e poi comprare low cost, insultare su facebook i “fascisti” e cambiata la finestra del browser fare il prepotente su Wikipedia. Insomma, come fanno tutti, come fa la maggioranza.

L’autore del Wikiveliero, che invece ha scelto di stare non dalla parte della maggioranza che ha vinto su Wikipedia, dalla parte del suo dittatore Vituzzu, ma invece di stare dalla parte degli sconfitti, delle vittime dei loro abusi, è quindi diventato subito una vittima ideale dei bulli di Wikipedia.

Perchè se dici la verità, invece che stare dalla parte della maggioranza, devi essere eliminato.

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